Le Parole sono misurate e portano con se conseguenze irreversibili. Sono in grade di scatenare panico tra gli investitori o i piccoli risparmiatori o al contrario creano un clima di fiducia ed espansione. E’ opinione condivisa che un risultato che la Crisi Finanziaria ha avuto è stata l’aver messo in discussione che i Mercati Finanziari hanno bisogno di regole In un momento di evidente nervosismo nella maggioranza che sostiene il governo Conte a proposito della prossima Finanziaria, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi è tornato a dirsi preoccupato da un dibattito che ha un impatto notevole sui mercati finanziari e quindi sul costo del debito per imprese e famiglie. «Come ho detto la settimana scorsa – ha spiegato il banchiere centrale, rispondendo a una domanda sulla prossima Finanziaria dinanzi alla commissione affari monetari del Parlamento europeo – occorre aspettare i fatti, ovvero la presentazione del disegno di legge di bilancio e la discussione parlamentare. Entrambi sono momenti importanti e delicati. Ho detto che le parole hanno fatto danni perché le famiglie e le imprese pagano tassi più alti di quelli di prima».

Non è per nulla anomalo che le Borse si ribellino: il picco al ribasso o al rialzo dei tassi è sempre un’avvertimento intimidatorio. Come se gli investitori o i governi avessero perennemente una pistola puntata alla tempia dai Mercati Finanziari. Tronchiamo la mera attività di fare il brutto e cattivo tempo su Draghi.  Affinché siano superate le difficoltà di armonizzare le normative e le prassi degli Stati membri, è opportuno predisporre il reciproco riconoscimento da parte degli Stati membri dei provvedimenti presi da ciascuno di essi per risanare gli enti dalla BCE autorizzati. Le banche devono ristabilirsi e i governi centrali e nazionali devono attuare politiche economiche per preservare e migliorare gli equilibri finanziari nell’Area dell’euro. Spetta ai governi il compito di risolvere definitivamente le incertezze che persistono nella percezione dei mercati e nel timore dei cittadini. L’obiettivo finale è un’unione politica, un’Europa stabile e integrata con un destino comune. Nessuno può più andare a Ritroso.