Risale a 31 morti accertati e 228 persone disperse il bilancio degli incendi che
hanno devastato la California da Nord a Sud. Lo rendono noto le autorità
locali. Oltre 250 mila gli sfollati in un’evacuazione di massa che interessa anche alcune aree di Los Angeles oltre alle ville dei vip a Malibù. E una coltre di fumo e cenere avvelena l’aria, anche sulla baia di San Francisco. «È il peggior incendio della storia della California», affermano i soccorritori, parlando di un inferno mai visto nel Golden State, eppure abituato negli ultimi anni a roghi sempre più devastanti.
Questo – spiegano gli esperti – soprattutto per colpa di una siccità senza precedenti, a dispetto del presidente americano Donald Trump che non crede agli effetti dei cambiamenti climatici e che continua nelle ultime ore a puntare il dito sulla cattiva gestione delle foreste come causa dei disastri, tanto da minacciare via Twitter il taglio dei fondi federali.

I danni sono enormi e rischiano di incidere sull’economia dello stato che ha già dovuto scontare i costi dei tanti incendi che negli ultimi anni hanno preceduto il maxi rogo di questi giorni.  E da qui che esce in primo piano la concezione feticistica del PIL per la quale: “Il PIL ci sa dire tutto sull’America, fuorché ciò che ci rende orgogliosi d’essere americani. Un terremoto, un’incendio fa aumentare il PIL di una Nazione perché crea nuove attività e occupazione: Questo paradosso sintetizza meglio di qualsiasi discorso l’assurdità dell’indicatore che condiziona  tutte le decisioni di politica Economica. Quindi Terremoto?! Non disperiamo: Il PIL aumenta.