Il clima di insicurezza spinge molti investitori a guardare al lusso e ai beni da collezione come possibili scelte alternative.

I timori sul futuro andamento dell’economia, l’alta volatilità sui mercati azionari e i nuovi cali dei rendimenti dei titoli governativi più sicuri si traducono per i risparmiatori in una forte avversione al rischio. La caccia l bene rifugio non è facile: se a un portafoglio composti già da asse finanziari e immobiliari si vuol aggiungere una quota di investimento de correlati bisogna guardare ad beni materiali. Dove andare? Se ci si fa guidare oltre che dalla prudenza anche dal piacere degli investimenti da collezione ai scopre che anche in tempi di crisi arte, auto d’epoca, monete, francobolli, libri, vini, ma che violini, montblanc  e orologi hanno continuato ad essere scambiati e a difendere dall’inflazione. Ma alcune caratteristiche fondamentali devono essere alla base di ogni bene collezionistico: qualità, rarità, e un accertato e storico pedigree. Parametri che valgono per l’arte e gli antichi arredi, per il design, e i gioielli d’epoca e contemporanei delle grandi maison, per gli orologi da polso a tiratura limitata così come per le monete antiche e moderne e i francobolli di pr4estigio, per le auto d’epoca, il vino d’annata, i libri antichi e gli strumenti musicali, tutti oggetti che non solo recano “PIACERE COLLEZIONISTICO” agli appassionati, ma contribuiscono a diversificare il rischio nel medio-lungo periodo. Di certo sino ad oggi solo l’offerta di altissima qualità ha pagato remunerando l’investimento, mentre in tutti i comparti hanno sofferto gli oggetti di medio livello poiché la crisi ha spazzato via il mercato più decorativo e di medio valore. Per chi ha passione e competenza si presenteranno buone occasioni d’acquisto, l’importante è non avere fretta nell’acquistare e neanche di di rivendere il pezzo da collezione. IL LUSSON NON è MAI UNA NECESSITA’!untitled (17) untitled (16) imagesI61FA66V images (2) images untitled (15) untitled (11)