Anche se per tutti i lavoratori non è un giorno di vacanza la festa del 4 Novembre è oramai divenuta una Ricorrenza Encomiabile ed Irrinunciabile per gli Italiani. Di fatti Tutta la Patria la ricorda come la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. In particolare è l’anniversario del cosiddetto “Armistizio di Villa Giusti” del 1918 noto soprattutto come “L’Armistizio della 1 Guerra Mondiale” firmato a Padova il 3 Novembre 1918 (ed effettivo il giorno seguente) tra L’Italia e L’impero Austroungarico. Inizialmente take accordo non fu un successo per l’Italia che vide perdere una serie di conquiste nel conflitto ragion per cui il Poeta Gabriele D’annunzio parlò di “Vittoria Mutilata”

La Giornata del 4 Novembre come festa Nazionale è particolarmente cara al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che accompagnato dal Primo Ministro Giuseppe Conte, Dai Presidenti di Camera e Senato e dal Capo di Stato Maggiore della difesa ha deposto una Corona di Alloro al Sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

A 100 anni dalla fine della Grande Guerra, Mattarella ricorda quegli anni: “Il 4 novembre 1918 – dice il presidente – è il giorno della piena conquista dell’Unita’ d’Italia, con Trento e Trieste, al prezzo di centinaia di migliaia di morti e di sofferenze immani”. E Poi anche se , “il fascismo e l’esasperazione del nazionalismo furono poste alla base di una supremazia dello Stato sul cittadino, di una chiusura autarchica, oggi  possiamo dirlo con ancora maggior forza: L’Amor di Patria non coincide con l’estremismo nazionalista”. “L’amor di Patria  oggi è inscindibile con i principi della nostra Costituzione, che ne sono il prodotto e il compimento”.

“A volte – prosegue Mattarella – questa interdipendenza appare come un vincolo”, “di fronte a una crisi, a un’insufficiente capacità di governo dei processi globali, si cerca nel focolare domestico la protezione dagli effetti dell’interdipendenza. Ma nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso. Sono cresciute giovani generazioni che si sentono italiane ed europee”, conclude il capo dello Stato. Il Presidente della Repubblica conclude cosi il suo discorso: Le democrazie hanno bisogno di un ordine internazionale che assicuri cooperazione e pace, altrimenti la forza dei loro stessi presupposti etici, a partire dall’inviolabilità dei diritti umani, rischia di diventare fragile di fronte all’esaltazione del potere statuale sulla persona e sulle comunità. Ma l’Europa si è consolidata nella coscienza degli europei, molto più di quanto non dicano le polemiche legate alle necessarie, faticose decisioni comuni nell’ambito degli organismi dell’Unione Europea”. A sugello della Giornata L’immancabile Inno Nazionale decantato dal Trio Il Volo.